Tradizioni napoletane.

di Gianna Caiazzo.

Oggi, 24 Giugno si festeggia san Giovanni Battista. Una volta questo era uno dei giorni preferiti per celebrare le prime comunioni. A Napoli, ancora oggi, tra i genitori di un battezzato ed il compare (o la commara) di quest’ultimo si usa reciprocamente definirsi “san Giuanne” in ricordo del Battesimo di Cristo. Una volta poi, la notte prima di questa ricorrenza, le bambine si divertivano a lasciare fuori dalla finestra un recipiente d’acqua in cui avevano versato del piombo fuso. La forma che il metallo avrebbe assunto sarebbe stato, all’indomani, rivelatrice del mestiere che il futuro, ipotetico sposo avrebbe svolto. Un’altra usanza tutta napoletana che forse ancora debolmente resiste, era quella di preparare, in occasione di un onomastico (soprattutto dei capifamiglia) una buona dose di cioccolato liquido ed offrirne ai vicini per renderli partecipi della festività. Nel giorno del proprio onomastico, infatti, ognuno doveva fare le “cacciate” ovvero doveva necessariamente offrire qualcosa di buono. Oggi, ad amici e colleghi, soprattutto se si ricordano di farti gli auguri, si usa offrire almeno un caffè:”Jammece a ppiglià ‘o ccafè ca ogge è ‘o nomme mio!”

Oggi è il mio onomastico ed io, come vuole la tradizione, offro virtualmente a tutti i miei webamici una bella tazza di caffè napoletano.

                                              
TAZZA DI CAFFE'
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Tradizioni napoletane.ultima modifica: 2007-06-24T21:25:00+00:00da dilloallautrice
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7 pensieri su “Tradizioni napoletane.

  1. Marò… e che nostalgia!! Capito sul tuo blog in un giorno in cui in ufficio non c’è tanto da fare, leggo, ricordo, assaporo ogni descrizione, ogni sensazione. E quasi quasi salterei su un aereo per tornare giù, a casa, con tutta la munnezza, i mariuoli, o burdell… qualunque cosa pur di tornare a respirare aria di casa. Invece dello smog milanese!

  2. Gianna cara spero vorrai concedermi venia per non aver fatto a te gli auguri, ho comunque gustato il tuo squisitissimo caffè con le TRE C.
    Grazie perchè porti qui il calore di Napoli, sperando che qualcuno la smetta di pensare a Napoli solo in virtù del binomio NAPOLI= DELINQUENZA. Non sarà che sotto sotto serpeggia un po’ d’invidia perchè la napoletanità è prerogativa solo dei napoletani? Ed è questa che lo rende FANTASIOSO; GENEROSO, ECCLETTICO. A te una serena giornata e jammece a piglia’ o’ ccafè, alla faccia di chi è INVIDIOSO……….. tièèèèèèèèèè

  3. ho trovato il tuo blog per caso……carinissimo…..
    sin da piccola mio padre il giorno dell’onomastico mio e di mia madre ci prepara la cioccolata calda per colazione….so che a lui la preparava il nonno ma non sapevo fosse una “tradizione napoletana”,pensavo fosse una carineria di suo nonno…

    ciaooo

  4. Ciao,Natalie,
    innanzitutto ti ringrazio per i complimenti al blog.
    Si,preparare la cioccolata il giorno dell’onomastico è una tradizione che anch’io,ancora oggi,mantengo nella mia famiglia ma devo dire che purtroppo,anche questa usanza sembra stia scomparendo.
    Una volta se ne faceva a volontà,anche perchè spesso,forse per economizzare,la si preparava con acqua (e non con il latte).
    Offrirla ai vicini (magari portandogliela in casa nella teiera di porcellana) era un segno di rispetto ed anche un’opportunità per fare loro un gesto carino o ringraziarli di una cortesia ricevuta.
    Torna a trovarmi!
    Gianna Caiazzo

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