VRENZOLA.

Indica una donna (ma anche ad un uomo: vrinzolo) sciatta e malvestita, una stracciona, e per estensione una donna volgare nei modi e nel parlare. L’etimologia può ricollegarsi a “Brindolo, brendolo, brenciolo” (brandello) derivante dal latino “bràndeum” che significa pezzo di drappo, di tela. Oggi il termine “vrenzola” viene usato anche per indicare donne, e soprattutto ragazze, dall’abbigliamento “trash” (anche se spesso superfirmato) e dai modi e il linguaggio sguaiato.

Una curiosità: anche in Toscana si usa definire “brendolone” chi è abitualmente sciatto e malvestito.

vrenzola

VAJASSA.

Deriva dall’arabo “bagasch” che significa ‘serva di casa’ e tale primario significato ebbe nel vocabolario napoletano, tant’è che nel ‘600 Giulio Cesare Cortese scrisse il poema eroicomico “La vajasseide” il quale narra le vicissitudini amorose di alcune servette napoletane. Mentre nella lingua italiana si è trasformato in ‘bagascia’ nel senso di ‘meretrice’ nella lingua napoletana ha assunto un significato diverso e cioè quello di donna sguaiata, volgare nell’aspetto, nei modi e nel linguaggio, pronta all’alterco e alla platealità.

vajassa, vaiassa

Gianna Caiazzo © riproduzione riservata

FACCÈRA.

Indica una persona falsa, insincera, ambigua, capace di assumere una finta espressione e un finto comportamento per ogni occasione. Il termine vuol dire “maschera” e probabilmente deriva dal Francese antico “facière” legato chiaramente al latino “facies” (latino volg. fàcia, faccia). “Faccèra” viene usato con lo stesso significato anche in Sicilia, mentre nella Trentina Val di Fassa le “Faciere” (facce intagliate nel legno) sono le maschere tradizionali.

 

faccera, maschera, falsità

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ARTÉTECA.

Il termine indica irrequietezza, agitazione, movimenti continui.
Deriva dal termine latino “Arthritica” che può associarsi alla “Febbre reumatica” (artritica), malattia molto diffusa, soprattutto tra i bambini, fino alla fine della seconda guerra mondiale ed ora notevolmente diminuita grazie all’uso degli antibiotici. La patologia colpisce, tra l’altro, le articolazioni, infatti una delle sue manifestazioni è la “Còrea minor” (Ballo di san Vito) che porta il paziente a compiere movimenti involontari, veloci, a scatti, ripetitivi e scoordinati.

arteteca

Ipotesi etimologica (arteteca > corea > febbre reumatica) costruita da Gianna Caiazzo.

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