15/04/2011
Ria Rosa: una Femmena napoletana.
di Gianna Caiazzo.
Quanto si può rimanere affascinati, divertiti, incuriositi, ammirati da un personaggio incontrato per caso, tra le maglie di questa rete che spesso ci svela tesori dimenticati o mai conosciuti? Ve lo rivelerà forse l'entusiasmo che traspare da questo post.
Sentire cantare parole come: la donna d'oggi, è inutile negarlo, non è più la vile ancella, abolisce in pieno la gonnella, e 'sta gonnella 'a metto 'ncuollo a te sarebbe quasi una sorpresa, unicamente perchè in tempo di veline e meteorine la ‘gonnella’ sembrerebbe, per certi versi, rivalutata piuttosto che avversata. La sorpresa, invece, sta nel fatto che non si tratta di versi contemporanei né di slogan sessantottini ma di una canzone degli inizi del secolo scorso, degli anni venti del Novecento.
A cantarla era una ironica, eccentrica, starordinaria artista napoletana: Ria Rosa.
Maria Rosaria Liberti (in arte Ria Rosa) era nata nel 1899 a Napoli, nel quartiere Montecalvario.
Cominciò la sua carriera artistica a soli 16 anni come sciantosa nella sala Umberto, prestigioso Cafè Chantant partenopeo, per poi sbarcare oltreoceano nel 1922, a Newyork, dove si stabilì. Qui le sue esibizioni furono molto apprezzate e qui la diva suscitò grande scalpore cantando canzoni come Guapparia e ‘O zappatore, travestita da uomo. Ma non solo. Rosa ebbe il coraggio di sfidare le autorità americane esprimendo, con il brano Mamma sfurtunata (primo titolo ‘A seggia elettrica), parole di denuncia riguardo all’errore giudiziario che portò alla condanna a morte di Sacco e Vanzetti. Per questo subì minacce e rischiò l’espulsione dagli Stati Uniti dove, invece, visse è morì nel 1988. Ecco chi era Ria Rosa. Una donna moderna, coraggiosa; una femminista quasi mezzo secolo prima del femminismo. Una voce pungente, un tono sferzante, una donna forte e volitiva. Una Femmena napoletana.
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20:37 | Link permanente | Commenti (9) | Tag: ria rosa, cafè chantant, sala umberto, napoli | OKNOtizie
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21/11/2010
Sperando che non sia un Natale così...

18:51 | Link permanente | Commenti (5) | Tag: napoli, natale, strade, rifiuti | OKNOtizie
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31/10/2010
Berlusconi, i rifiuti e le minorenni.

13:03 | Link permanente | Commenti (11) | Tag: berlusconi, napoli, rifiuti, noemi, ruby | OKNOtizie
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17/09/2010
Veleno di scorpione contro il cancro.

10/07/2010
Napoli da Capodimonte.
19:49 | Link permanente | Commenti (14) | Tag: napoli, panorama, veduta di napoli | OKNOtizie
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16/01/2010
'O Vesuvio.

20:16 | Link permanente | Commenti (34) | Tag: vesuvio, golfo, napoli, lingua napoletana | OKNOtizie
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09/01/2010
Sant'Elmo.

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07/03/2009
Festa della donna.

17:57 | Link permanente | Commenti (10) | Tag: biglietti, auguri, lingua, dialetto, napoli, 8 marzo, festa della donna | OKNOtizie
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13/01/2009
CHE CUMBINAZZIONE!
foto da Google Earth
18:27 | Link permanente | Commenti (2) | Tag: google earth, veduta satellitare, napoli, via duomo, aereo | OKNOtizie
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11/11/2008
TAKE AWAY NAPOLETANO.
di Gianna Caiazzo.
Nel TG di qualche giorno fa si decantavano le delizie take away, i cibi di strada di varie città italiane: Non si puo' passare per Firenze senza assaggiare il famoso lampredotto (trippa in brodo), se vai in Puglia non puoi non deliziarti con le "esplosive" bombette (spiedini di bocconcini di salsiccia piccante), a Palermo il panì ca meuza (panino con trippa e frattaglie bollite). E a Napoli? Cosa offre il panorama del "fast food" partenopeo?
Se si vuole visitare la città ed essere certi di non aver tralasciato di provare alcune delle bontà più tipiche consiglio allora di iniziare dalla colazione, ovviamente potete scegliere se suddividere il tutto tra più giorni o fare una 'full immersion' da brivido.
Un buon caffè napoletano, di quelli ristretti, con sopra quel velo di soffice schiuma potrà egregiamente accompagnarsi ad una bella sfogliatella, la frivola riccia o la pacata, rassicurante frolla. Se nella tarda mattinata siete in giro per i vicoli brulicanti di vita, pervasi da odori e rumori, non potrete fare a meno di seguire il vostro olfatto fino a quella friggitoria dove vi accaparrerete un caldo cartoccio di zeppole e panzarotti1 che sicuramente i più curiosi arricchiranno con qualche palla di riso 2, qualche melanzana o sciurillo cu 'a pastetta3 o 'nu scagliuozzo 'e farenella4. A pranzo, inutile dirlo, la signora Pizza, la sensuale, la provocante, la maliarda, vi aspetta ovunque, pronta a sedurvi con il suo profumo, i suoi colori, il suo calore. Toccatela, con le mani, non vi accontentate di un platonico approccio demandato a coltello e forchetta.
Nel pomeriggio, se siete stanchi di aver girato a lungo rinfrancatevi lo spirito, "ripigliatevi" con un bel babbà al rum.
A sera, nei quartieri popolari o anche sul lungomare, potrete trovare i caratteristci motocarretti che offrono 'o pero e 'o musso5 cosparso di solo limone e di una spruzzata di sale che, come in un rituale, fuoriesce da un beneagurante corno bovino, cornucopia di gusto e semplicità.
"Ma pecchè"mi scrive Angela, azzeccandoci la rima "'o tarallo cu 'a birra 'o vulessemo jettà?"
Se vi sembra che questo post vi abbia già appesantito, un goccio di limoncello 6 certo potrà aiutarvi.
1) Semplice pasta cresciuta e fritta e piccole crocchette di patate.
2) Arancini di riso in bianco cacio, uova e pepe.
3) Melanzana o fiore di zucca in pastella.
4) Frittelle di farina gialla e acqua condite poca sugna cacio e pepe
5) Stinco, muso (ma anche trippa ed altre frattaglie) di bue e maiale.
6) Famoso liquore di infuso di bucce di limone.
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12:13 | Link permanente | Commenti (10) | Tag: 'o pero e 'o musso, trippa, sfogliatelle, limoncello, zeppole e panzarotti, cibi da strada, napoli | OKNOtizie
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