Trillante, trocola e uosso ‘e presutto.

Nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione della tradizionale festa del Carmine, il prossimo 16 luglio alle ore18, nella chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato, in piazza Mercato, si terrà l’incontro “Trillante, trocola e uosso ‘e presutto”: una spremuta di filosofia spicciola tra musica e dintorni.  Si parlerà delle origini della posteggia, della sua storia e della “Parlèsia”, il linguaggio segreto, derivante dal napoletano, che veniva usato dai musicanti per non farsi capire dai non addetti ai lavori. Oggi, la parlèsia sopravvive per sottolineare l’appartenenza alla categoria dei musicisti. Si affronterà, inoltre, la lingua e la cultura napoletana viste nel quotidiano della gente comune.

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Ria Rosa: una Femmena napoletana.

di Gianna Caiazzo.

Quanto si può rimanere affascinati, divertiti, incuriositi, ammirati da un personaggio incontrato per caso, tra le maglie di questa rete che spesso ci svela tesori dimenticati o mai conosciuti? Ve lo rivelerà forse l’entusiasmo che traspare da questo post.

Sentire cantare parole come: la donna d’oggi, è inutile negarlo, non è più la vile ancella, abolisce in pieno la gonnella, e ‘sta gonnella ‘a metto ‘ncuollo a te sarebbe quasi una sorpresa, unicamente perchè in tempo di veline e meteorine la ‘gonnella’ sembrerebbe, per certi versi, rivalutata piuttosto che avversata. La sorpresa, invece, sta nel fatto che non si tratta di versi contemporanei né di slogan sessantottini ma di una canzone degli inizi del secolo scorso, degli anni venti del Novecento.
A cantarla era una ironica, eccentrica, starordinaria artista napoletana: Ria Rosa.
Maria Rosaria Liberti (in arte Ria Rosa) era nata nel 1899 a Napoli, nel quartiere Montecalvario.
Cominciò la sua carriera artistica a soli 16 anni come sciantosa nella sala Umberto, prestigioso Cafè Chantant partenopeo, per poi sbarcare 
oltreoceano nel 1922, a Newyork, dove si stabilì. Qui le sue esibizioni furono molto apprezzate e qui la diva suscitò grande scalpore cantando canzoni come Guapparia e ‘O zappatore, travestita da uomo. Ma non solo. Rosa ebbe il coraggio di sfidare le autorità americane esprimendo, con il brano Mamma sfurtunata (primo titolo ‘A seggia elettrica), parole di denuncia riguardo all’errore giudiziario che portò alla condanna a morte di Sacco e Vanzetti. Per questo subì minacce e rischiò l’espulsione dagli Stati Uniti dove, invece, visse è morì nel 1988. Ecco chi era Ria Rosa. Una donna moderna, coraggiosa; una femminista quasi mezzo secolo prima del femminismo. 
Una voce pungente, un tono sferzante, una donna forte e volitiva. Una Femmena napoletana.

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Ria Rosa

Festa della donna.

festa della donna 8 marzo
 
8 marzo festa della donna
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