Linguine alla buongusto.

ingredienti per 4 persone:

Linguine (a piacere) 4 calamari medi- 8/10 pomodorini maturi- 2 scatolette di tonno all’olio- poca mollica di pane raffermo- 1 uovo- poco latte-alcune olive nere- qualche cappero- 1 spicchio di aglio- peperoncino piccante (a piacere)- una manciata di prezzemolo fresco- una manciata di grana grattugiato- olio d’oliva- sale q.b.

Svuotate i calamari e privateli dei tentacoli e delle pinne che taglierete a pezzetti e terrete da parte.

In una terrina mettete la metà dei tentacoli, la metà del tonno, la mollica ammollata in poco latte, l’uovo, un po’ di aglio tritato finemente, le olive a pezzettini, i capperi, il grana, un po’ di prezzemolo, salate, algamate ed imbottiteci i calamari che chiuderete poi con uno stecchino.

A parte preparate un sughetto con aglio, olio, poco peperoncino, i pomodorini spellati (2 minuti in acqua bollente) l’altra metà del tonno e dei tentacoli, salate ed adagiatevi su i calamari (se preferite aggiungete una spruzzatina di vino bianco.) coperchiate e lasciate cuocere per mezz’ora o 3/4 (almeno fino a che i calamari saranno teneri.)

Cuocete la pasta, conditela con il sugo, poggiate su ogni porzione un calamaro, spolverizzate con prezzemolo fresco tritato e…Buon appetito!

Una curiosità: per usanza, a Napoli, nei giorni di festa, solitamente si inizia a pranzare intorno alle 15.00.

 

calamari-ripieni-con-funghi.jpg

 

Gianna Caiazzo

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foto dal web

Linguine alla buongusto.ultima modifica: 2007-06-17T20:50:00+00:00da dilloallautrice
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3 pensieri su “Linguine alla buongusto.

  1. Un grazie di cuore, ti chiederai il perchè???? Uno per il tuo blog FANTASIOSO, come solo un napoletano sa fare e non è una sviolinata…Due perchè dal tuo blog sono risalita a altri siti napoletani dove ho riso con le lacrime… GRAZIE GRAZIE GRAZIE.

  2. Certo che è quello e ti spiego anche il perchè mi ha divertito tanto, perchè mi sono sentita a casa. Adesso sono io che faccio ridere te, raccontandoti quando giovanissima ragazza prosperosa ma mai scollacciata, di tanto in tanto scendevo da C/Mare a Napoli e incrociando alcuni muratori seduti per la pausa pranzo,avendo io al collo la catenina che finiva nel decoltè,uno di quelli mi guarda e fa, in napoletano “BEATO QUEL SANTO”Dovetti trattenermi dal ridere e tutt’ora quando ci penso , spero che il pericolo maggiore in cui si possano imbattere le giovani ragazze sia questo, ma i tempi sono cambiati e ahimè girano ben altri pericoli.Di nuovo grazie e tranquilla sarò spesso da te, così potrò sentirmi a casa.

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