‘O cippo ‘e sant’Antuono.

di Gianna Caiazzo.

Il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, in molti quartieri si realizzano i cosiddetti “cippi di Sant’Antuono”. Il santo, infatti, è ritenuto patrono del fuoco ed è quindi festeggiato dal popolino con dei grandi falò che si formano accatastando alberi natalizi secchi, mobili vecchi ed altre cose di legno dismesse, ottenute attraverso la “cerca” tra gli abitanti del quartiere. Il legname raccolto viene poi attentamente custodito sul posto dai ragazzi perfino di notte, anche per evitare che venga sottratto dalla ‘concorrenza’ ovvero da chi organizza il ‘cippo’ in altre zone. Questa celebrazione dà inizio al ciclo carnevalesco perciò spesso sulla cima della pira viene collocato e dato alle fiamme ‘Carnevale’, un fantoccio seduto su una sedia (a volte imbottito di petardi), il quale impersona l’anno vecchio che se ne va. Una volta si usava raccogliere la cenere del ‘cippo’, non ancora spenta, per alimentare i bracieri domestici.


 

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‘O cippo ‘e sant’Antuono.ultima modifica: 2012-01-17T16:13:00+01:00da dilloallautrice

3 pensieri su “‘O cippo ‘e sant’Antuono.

  1. Ma li fanno ancora?… mi ricordo quando ero più giovane a casa di mia sorella, nei pressi di piazza Carlo III che nei vicoli adiacenti c’erano sempre questi “cippi”.

    Un saluto Gianna e buona giornata.

  2. Sì, Gabriella, li fanno ancora. Anche se le ultime vicende (incendio Scorziata) non fanno altro che mettere questa usanza in cattiva luce. Ma io sono sempre favorevole al mantenimento delle tradizioni se celebrate nei modi più civili possibili. Condanno il teppismo e apprezzo tutto ciò che rappresenti momenti di sana aggregazione e riscoperta delle nostre origini.

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